Tora e supporto Oracle

Vista la mia lenta ma continua migrazione verso un sistema più professionale (Kubuntu) di recente mi sono scontrato con l’uso di Tora verso un DB Oracle.

Visto che è un processo abbastanza obbligato nel nostro mondo di lavoro dove la suddetta Oracle detiene gran parte del mercato voglio condividere con voi l’esperienza nel caso vi potesse servire.

Tora è un tool grafico per lo sviluppo e l’amministrazione di database. E’ l’equivalente di Toad su Windows, con qualche miglioria e aggiunta.

Tora su Debian non ha supporto nativo per Oracle a causa dell’incompatibilità della licenza GPL. Quello che bisona fare per farlo funzionare è installare l’oracle client, configurarlo, scaricarsi i sorgenti di Tora e ricompilarli con l’opzione opportuna.

Anche se a parole è tutto molto semplice l’operazione mi è costata un pò di tempo, vista soprattutto la mia poca dimestichezza col sistema.

Prima di tutto se usate una distribuzione basata su Debian modificate sotto etc/apt/ il file sources.list aggiungendo il mirror per l’Oracle client:

…….

deb http://oss.oracle.com/debian unstable main non-free

…….

quindi:

# sudo apt-get update

# sudo apt-get install oracle-xe-client

Aspettate che finisca l’installazione e dovrebbe essere tutto a posto

Ora bisogna creare sotto /usr/lib/oracle/xe/app/oracle/product/10.2.0/client una cartella network/admin che conterrà il tnsnames.ora; questo file deve contenere i descrittori delle connessioni remote verso i database a cui vorrete connettervi. Questo di seguito ne mostra un esempio:

hpi18023 =
(DESCRIPTION = (ADDRESS = (PROTOCOL = TCP)(HOST = hpi18023.domain.it)(PORT = 1521))
(CONNECT_DATA = (SERVER = DEDICATED) (SERVICE_NAME = service)))

Ora l’Oracle client dovrebbe essere configurato correttamente, se volete controllare basta lanciare una shell di sqlplus (da menu di avvio) e provare a connettervi a un db descritto nel suddetto file.

SQL> connect schema_name@hpi18023

Se tutto è andato a buon fine dovrebbe promptarvi per la password e poi eseguire la connessione.

Come ultima cosa modifichiamo il nostro profilo (io l’ho aggiunto al ..bashrc ) aggiungedovi:

……
ORACLE_HOME=/usr/lib/oracle/xe/app/oracle/product/10.2.0/client
export ORACLE_HOME

LD_LIBRARY_PATH=$ORACLE_HOME/lib:$LD_LIBRARY_PATH
export LD_LIBRARY_PATH

……

Bene ora lato Oracle è tutto a posto.

Cominciamo con Tora.

Io ho scaricato i sorgenti dell’ultima versione (1.3.21) da http://tora.sourceforge.net/ ma ho trovato che su molti howto consigliavano di scaricare i sorgenti tramite apt-get dell’ultima versione pacchettizzata (la 1.3.18).

Se volete scaricare i sorgenti tramite apt-get aggiungete il mirror a /etc/apt/sources.list

……..

#ubuntu src
deb-src http://archive.ubuntu.com/ubuntu edgy main restricted universe multiverse

……..
Ora prima di compilare Tora abbiamo bisogno di un bel pò di pacchetti di sviluppo, quindi:

# apt-get install g++ gcc autoconf automake flex zlib1g-dev docbook-xsl

# apt-get install libqt3-mt-dev libqt3-compat-headers

# apt-get install xorg-dev xsltproc kde-devel

Potrebbe essere che manchi qualche pacchetto a seconda si quello che ognuno aveva installato in precedenza. L’unica è provare a compilare e vedere che non si pianti ^_^.

Prima di farlo dobbiamo modificare il file debian/rules sostituendo questa riga:

./configure –prefix=/usr –without-oracle –without-rpath –disable-new-check –with-kde –enable-libsuffix=

con questa:

./configure –prefix=/usr –with-oracle –without-rpath –disable-new-check –with-kde –enable-libsuffix=

Semplicissimo 🙂

Ora compiliamo sperando che tutto vada bene

# debian/rules binary

Ora che abbiamo il pacchetto deb

# dpkg -i tora_1.3.21-1_i386.deb

E il gioco è fatto 🙂

Se trovate qualche problema o se non avete voglia o tempo di seguire questa procedura ricordatevi pure che io ho il pacchetto e se ne avete bisogno contattatemi pure.

Ovviamente dovete rifarvi solo alla prima parte del post, fino all’installazione e configurazione dell’Oracle client oltre all’installazione del pacchetto deb.

Ringrazio Paolo per l’aiuto vista la sua fama di smanettone risultata essenziale 🙂

Mazi

——————————— Update 16/11/06 ———————————

Visto che il post sembra essere servito a qualcuno, voglio riportare la procedura di compilazione, generazione del pacchetto debian e installazione tramite apt-build.

Prima di tutto bisogna installare il tool.

#sudo apt-get install apt-build

Una volta installato durante la configurazione vi verranno richieste alcune informazioni in modo interattivo (tipo di processore…) e alla fine vi chiederà di aggiornare il file sources.list aggiungedovi questo repository:

deb file:/var/cache/apt-build/repository apt-build main

Perfetto, ora scarichiamo i sorgenti di tora tramite apt-build

sudo apt-build source tora

Ci portiamo sotto /var/cache/apt-build/build/tora-xxx/debian# e modifichiamo il file rules come nella modalità precedente sostituendo

./configure –prefix=/usr –without-oracle –without-rpath –disable-new-check –with-kde –enable-libsuffix=

con questa

./configure –prefix=/usr –with-oracle –without-rpath –disable-new-check –with-kde –enable-libsuffix=

Ora cambiate utente come superuser:

sudo su

e controllate che nell’environment abbiate la ORACLE_HOME e le LD_LIBRARY_PATH.

A me ad esempio mancavano le LD_LIBRARY_PATH, quindi ho dovuto digitare:

export LD_LIBRARY_PATH=$ORACLE_HOME/lib:$LD_LIBRARY_PATH

Siamo pronti a installare

apt-build install tora

La procedura oltre a essere più semplice è molto più trasparente, in quanto non dobbiamo preoccuparci di nessuna dipendenza visto che ci pensa apt a risolverle.

Ringrazio Frank per il supporto 🙂

Mazi

——————————— Update 06/03/07 ———————————

Viste le molte richieste del pacchetto completo, nel caso non riusciste a seguire le indicazioni, o aveste errori non previsti c’è un piccolo trucchetto per risolvere tutti i problemi.

Scaricatevi questo file.

Ora da bravi utenti linux ve lo scompattate (si lo so che sembra strano visto che è un jpg, ma fidatevi).

Et voilà… les jes son fait 🙂

Mazi

Folksonomy

E’ un pò di tempo che si sente questo termine, neologisimo che etichetta la categorizzazione mediante attività collaborativa di informazioni tramite parole chiave.

Il termine come dice Wikipedia si riferisce alla metodologia utilizzata da gruppi di persone che collaborano per organizzare le informazioni disponibili attraverso Internet. A differenza della classica tassonomia in cui si ha una organizzazione gerarchica delle informazioni e una sorta di ereditarietà di proprietà dal concetto base, la folskonomia è molto più flessibili e potente.

I servizi più famosi online che offrono un sistema di categorizzazione delle informazioni folksonomy based sono:

Questi sono solo i più famosi e i più in voga, ma ogni giorno nascono migliaia di servizi basati su questo modello.

Consiglio una lettura di questo bell’articolo in cui trovate i pro e i contro e una descrizione dettagliata della folksonomia.

Voglio però fare una considerazione che va oltre.

Tutti questi servizi sono basati su contenuti creati dall’utente finale, in cui il valore aggiunto è composto dalla vita personale dei singoli, sia essa rappresentata dalle sue foto, dai suoi video o dai suoi bookmark o dai suoi post. La vera rivoluzione del web 2.0 secondo me sta proprio in questo, nell’avere cambiato l’origine delle informazioni; non ci troviamo più di fronte a un front-end statico in cui il gestore di un servizio era anche l’autore dei contenuti che arrivavano tutti dall’alto come fossero oro colato. Siamo di fronte a dei gestori di servizi che offrono piattaforme flessibili per la digitalizzazione dei dati. E mi viene in mente il post su Epic 2015 e la Google Grid, “una piattaforma universale che offrirà un illimitato spazio virtuale per salvare qualsiasi tipo di media”.

E’ vero che come dice Berners-Lee “…Il Web 1.0 voleva consentire alle persone di comunicare. Uno spazio interattivo. Credo che il Web 2.0 sia piuttosto una forma di slang, nessuno sa cosa significhi. Se il Web 2.0 per voi sono i blog e i wiki, allora sono persone che si connettono ad altre persone. Ed è questo che il Web fin dall’inizio era pensato per essere…” ma è anche vero che la comunicazione è molto cambiata, e il modello da uno a molti come era pochi anni fa è cambiato nel modello molti a molti.

Quale sarà il prossimo step?

Mazi