Folksonomy

E’ un pò di tempo che si sente questo termine, neologisimo che etichetta la categorizzazione mediante attività collaborativa di informazioni tramite parole chiave.

Il termine come dice Wikipedia si riferisce alla metodologia utilizzata da gruppi di persone che collaborano per organizzare le informazioni disponibili attraverso Internet. A differenza della classica tassonomia in cui si ha una organizzazione gerarchica delle informazioni e una sorta di ereditarietà di proprietà dal concetto base, la folskonomia è molto più flessibili e potente.

I servizi più famosi online che offrono un sistema di categorizzazione delle informazioni folksonomy based sono:

Questi sono solo i più famosi e i più in voga, ma ogni giorno nascono migliaia di servizi basati su questo modello.

Consiglio una lettura di questo bell’articolo in cui trovate i pro e i contro e una descrizione dettagliata della folksonomia.

Voglio però fare una considerazione che va oltre.

Tutti questi servizi sono basati su contenuti creati dall’utente finale, in cui il valore aggiunto è composto dalla vita personale dei singoli, sia essa rappresentata dalle sue foto, dai suoi video o dai suoi bookmark o dai suoi post. La vera rivoluzione del web 2.0 secondo me sta proprio in questo, nell’avere cambiato l’origine delle informazioni; non ci troviamo più di fronte a un front-end statico in cui il gestore di un servizio era anche l’autore dei contenuti che arrivavano tutti dall’alto come fossero oro colato. Siamo di fronte a dei gestori di servizi che offrono piattaforme flessibili per la digitalizzazione dei dati. E mi viene in mente il post su Epic 2015 e la Google Grid, “una piattaforma universale che offrirà un illimitato spazio virtuale per salvare qualsiasi tipo di media”.

E’ vero che come dice Berners-Lee “…Il Web 1.0 voleva consentire alle persone di comunicare. Uno spazio interattivo. Credo che il Web 2.0 sia piuttosto una forma di slang, nessuno sa cosa significhi. Se il Web 2.0 per voi sono i blog e i wiki, allora sono persone che si connettono ad altre persone. Ed è questo che il Web fin dall’inizio era pensato per essere…” ma è anche vero che la comunicazione è molto cambiata, e il modello da uno a molti come era pochi anni fa è cambiato nel modello molti a molti.

Quale sarà il prossimo step?

Mazi

One Response

  1. Il prossimo step ?

    Per i tag Google ne ha pensata un’altra

    http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=5024

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